Nel luglio 2025 Amazon ha sorpreso l’ecosistema digitale con una decisione che ha scosso le fondamenta del marketing online: ritirarsi completamente da Google Shopping.
Questa decisione, attuata nel giro di poche ore tra il 21 e il 23 luglio, ha eliminato la presenza pubblicitaria di Amazon da uno dei canali di acquisizione del traffico più potenti e competitivi al mondo.
Cosa ha motivato questa svolta? Quali conseguenze comporta per Google, per l’ecosistema digitale e soprattutto per i venditori che dipendono dal traffico e dalle vendite su Amazon?
Cosa è successo esattamente?
Fino a metà luglio 2025 Amazon era uno dei principali inserzionisti su Google Shopping, soprattutto in mercati come Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Giappone. Secondo i dati di Smarter Ecommerce, in alcune categorie Amazon deteneva una quota impression del 60% su Google Shopping. Nel giro di due giorni, tuttavia, questa percentuale è scesa a zero.
Il ritiro non è stato parziale né graduale, ma una disconnessione globale, simultanea e totale. Amazon ha interrotto gli annunci di prodotti sponsorizzati su Google Shopping, noti anche come annunci PLA o Product Listing Ads, eliminando una presenza mantenuta per oltre un decennio.
Possibili motivi alla base della decisione:
1. Test di incrementalità
Amazon è nota per condurre esperimenti su larga scala. Una teoria ampiamente condivisa è che si tratti di un test di incrementalità, cioè un esperimento per misurare quanto traffico e quante vendite generano gli annunci Google Shopping rispetto al traffico organico o proveniente da altri canali.
Se Amazon stabilisce che una parte significativa delle conversioni provenienti da Google si sarebbe verificata comunque senza pagare quegli annunci, può concludere che l’investimento pubblicitario non sia redditizio.
2. Rafforzamento del proprio ecosistema pubblicitario
Negli ultimi anni Amazon ha costruito una propria rete pubblicitaria, Amazon Ads. Con strumenti come Sponsored Products, Sponsored Brands e DSP ha conquistato una quota crescente dei budget di brand e agenzie. L’abbandono di Google Shopping potrebbe rientrare in una strategia di concentrazione delle risorse nel proprio ecosistema, dove controlla dati, pubblico e prestazioni.
3. Negoziazione con Google
Un’altra possibilità è che Amazon stia usando il ritiro come leva per rinegoziare condizioni più favorevoli con Google o dimostrare il proprio potere di mercato. Tagliando improvvisamente milioni di dollari di investimento, Amazon incide direttamente sul business pubblicitario di Google.
4. Ottimizzazione dei margini e dell’efficienza
Il costo per clic (CPC) su Google Shopping è aumentato in molti settori e Amazon, operando con margini ridotti in alcune categorie, potrebbe aver deciso che non vale più la pena competere per quel traffico quando può raggiungere il pubblico dalla propria piattaforma.
Conseguenze per i venditori Amazon
Il ritiro di Amazon da Google Shopping ha implicazioni dirette per i seller che dipendono dal marketplace. Sebbene la maggior parte non pubblicizzasse direttamente su Google Shopping, molti beneficiavano del traffico gratuito o condiviso acquisito da Amazon attraverso questo canale.
1. Meno traffico in entrata da Google
Amazon intercettava parte del traffico esterno da Google e lo indirizzava alle schede prodotto sul proprio sito. Con la scomparsa di questi annunci, alcuni prodotti potrebbero ricevere meno visite esterne, riducendo potenzialmente le vendite, soprattutto nelle categorie più competitive.
2. Maggiore necessità di investimenti diretti
I seller dovranno assumere un ruolo più proattivo. Chi vuole compensare la perdita di visibilità dovrebbe valutare:
- Investire di più in Amazon Ads (Sponsored Products, Brands, Display)
- Utilizzare Amazon Attribution per monitorare le campagne esterne
- Gestire direttamente campagne Google Search o Shopping, con link al proprio sito o ad Amazon
3. Maggiore concorrenza interna su Amazon Ads
Se Amazon convoglia più traffico attraverso il proprio sistema pubblicitario, i seller potrebbero affrontare una concorrenza maggiore per keyword e posizionamenti sponsorizzati nel marketplace, con un conseguente aumento del CPC su Amazon Ads.
4. Una finestra di opportunità per i seller più agili
D’altra parte, chi si adatta rapidamente può ottenere un vantaggio. La minore concorrenza su Google Shopping potrebbe consentire ai seller con un proprio negozio online di acquisire più traffico a costi inferiori e con una pressione competitiva ridotta.